Camerata Musicale Barese
Camerata Musicale Barese > Storia
 

La Camerata Musicale Barese si avvia a celebrare i suoi 70 anni.

L’atto di nascita risale infatti al novembre del 1941 e fu simbolicamente firmato in un’aula del Liceo Musicale “Niccolò Piccinni”, che raccoglieva allora gran parte dalle attività musicali del capoluogo pugliese.

Protagonisti e testimoni di quel primo momento che aprì una lunga e ricca storia artistica, culturale e musicale furono il Marchese Leonardo Romanazzi Carducci, primo Presidente, il Maestro Arcangelo Masotti , primo Direttore Artistico, ed i Maestri Donato Marrone, Nicola Costa, Giovanni Capaldi, Biagio Grimaldi , Franco Ruggero e Silvestro Sasso.

Quel primo momento fu un atto di fede nelle tradizioni e nelle prospettive dell’attività musicale a Bari. Tutti gli anni che vennero dopo furono felice testimonianza di quell’impegno.

Alla crescita della Camerata, alla sua affermazione nel mondo italiano ed internazionale della musica e dello spettacolo, ed ai successi alle sue Stagioni hanno contribuito nel tempo in maniera determinante il Maestro Francesco Antonioni, che seguì ad Arcangelo Masotti coma Direttore Artistico, il figlio Maestro Giovanni suo successore, che ricopre tutt’ora l’incarico, ed il Dott. Rocco De Venuto che ha da oltre 35 anni la responsabilità organizzativa della Camerata.

Per oltre 60 anni la benemerita Associazione barese si è avvalsa della preziosa  e multiforme collaborazione di Carlo De Venuto, scomparso nel 2008.

Dal 1984 l’Ufficio stampa della Camerata è retto dal Dott. Gustavo Delgado.

Sessantasette stagioni, con concerti e recitals di insigni artisti ed esecutori di grandi e piccoli complessi, di balletti, di gruppi da camera, che hanno portato a Bari l’eco dei migliori successi e dei più felici spettacoli di tutto il mondo.


Così, anche per merito della Camerata Musicale Barese, Bari è assurta ad un posto di primo piano nel panorama internazionale dello Spettacolo.

Di stagioni ce n’è stata qualcuna in meno per la pausa dell’ immediato dopoguerra; ma nel 1946 le stagioni concertistiche ripresero in pieno. Da quell’anno prese l’avvio tutta un’epoca; la Camerata si innalzò nel firmamento della musica e le prime sedi ristrette come la “Sala Giuseppina” e il Salone del Circolo “Unione” non bastarono più. Venne il momento del “Piccinni”, il Teatro Comunale, e del “Petruzzelli” di buona memoria e dai 400 spettatori del clamoroso concerto di Alfred Cortot del ’49, cifra straordinaria per quei tempi, si passò alle serate dei mille, millecinquecento, duemila, tremila persone e fu un crescendo di manifestazioni, appuntamenti, incontri con i nomi più prestigiosi di ogni continente.

A dire tutto basta la cifra dei più dei quasi tremila concerti che si sono succeduti in questi sessant’otto anni. Fare nomi significherebbe andare incontro ad ingenerose omissioni; ne valga uno per tutti, Arthur Rubinstein, che inaugurò la Stagione 1656/57, e che rimane l’icona insuperata del pianismo mondiale.

Per i tanti riconoscimenti, per la qualità ed il livello delle Stagioni e per la folla del suo pubblico, la Camerata è ritenuta una delle migliori espressioni artistiche e musicali dell’intero mezzogiorno.

Nel novero degli avvenimenti di ogni stagione, brilla anche una iniziativa di carattere storico oltre che musicale, il “Concorso Internazionale di Chitarra Mauro Giuliani”, illustre compositore biscegliese della fine ‘800, che alla chitarra classica restituì il suo valore primigenio; è un concorso che ha echi in tutto il  mondo e che ha consacrato diversi chitarristi di fama.

Purtroppo, dopo 20 anni, con grande amarezza dei dirigenti della Camerata e degli appassionati di musica della chitarra classica, il concorso è stato sospeso per mancanza di fondi ministeriali e locali .

 

«Settembre 2010»
lmmgvsd
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
iscriviti  rimuoviti